martedì 21 aprile 2009

Non è sempre caviale....


Per tutti coloro che non ci credono, che dicono - senza avere provato questo sentimento - "è solo un cane".
SOLO? Tanto, tutto. Ho attraversato periodi bui, e lui/lei/loro (a seconda delle scansioni di tempo, di vita) era/erano lì: un muso sul ginocchio, un zampa offerta in pace, l'umidità ruvida di una linguetta sulla mano.

Al momento ne ho due: lui è un eterno cucciolo, che non realizza ancora le proprie dimensioni, che "va dove lo porta il cuore"; indifeso ed inimitabile, una bontà proporzionale ai disastri (presente "Io e Marley?". Ecco).
Lei, la più giovane: saggia e sensibile come può esserlo chi esca da una serie di abbandoni, e trovi poi l'affetto vero; dolce e ritrosa, presente sempre.

Stanotte, ho avuto l'ennesimo, devastante, attacco di tosse. In una casa silenziosa, tutti impegnati a dormire, due zampine sul mio petto: un attimo di circospezione, poi l'accoccolarsi al mio fianco. Sono qui.

lunedì 20 aprile 2009

CINEMA

La mia passione, la mia infanzia, il sangue nelle vene. Al di là dei musical, di Shirley Temple in replica, dell'obbligatorio "Via col Vento" (ho sempre pensato che Ashley fosse un co...dardo, dopotutto!) il primo film che mi è rimasto dentro è stato "Il processo di Norimberga". Girato poco dopo la mia nascita, lo vidi poco più che bambina; con papi che lo riteneva poco adatto, e mamma a sentenziare (giustamente) che non c'era un'età per comprendere gli orrori. Non l'ho mai dimenticato.

Un'adolescenza sospesa tra Luchino Visconti e Terence Hill, la vita che mi spinge verso strade diverse: le radio "libere", le tv private. Un pò di teatro. Molti sogni.
E, ancora, come cantava Battisti "le discese ardite e le risalite". Più discese, però.
Nel momento peggiore, una decisione: l'università. E gli esami sul cinema, la critica, la tecnica.
Qualcosa che mi appagava, mi ingolosiva.

Altro giro di giostra: il giornalismo. Dieci anni di pezzi firmati, di un piccolo controcorrente, fino alla rottura, alla porta chiusa. Sono fatta così.

E poi, dopo un limbo forse un pò troppo lungo, il ritorno alla luce: qualche conferenza sul cinema. Ancora lui. Come l'amore che lasci andare e poi ritorna, se è stato sincero.

Amo i diversi, i non allineati, chi viene un pò scansato dalla folla. Chissà, magari appartiene alla mia zona d'ombra, alla mia parte irrisolta.
Su questo tema ho svolto la mia prima lezione; chissà, magari ci sarà una seconda parte.
Ho parlato di "Freaks", di "Edward mani di forbice", di "Charlot", della "Sirenetta". Del Joker, il mio lato oscuro.
Vorrei parlare di Aileen Wuornos, di "The Mask", di altri emarginati comici o tragici.
Ieri sera, ho rivisto "Il papà di Giovanna" di Avati: un'altra storia da non dimenticare, chiusa nella maschera di dolore di Silvio Orlando, con una Rohrwacher così pazza e così solare. Così amata.

Cose che mi prendono, mi entrano nel sangue. E sarà anche una finzione, ma tutto ciò che fa pensare è vita. Anche solo per un'ora.